LUOGHI DA VISITARE

I Monumenti Anfiteatro, Mausolei romani funerari, Castello di Avella, Palazzo baronale Alvarez De Toledo, Chiesa SS. Annunziata (Convento dei frati minori), Chiesa di San Pietro, Collegiata di Santa Marina , Chiesa di San Romano, Chiesa Madonna delle Grazie, Chiesa di San Ciro.

Avella, facilmente raggiungibile attraverso la S.S. 7/bis e l’autostrada Napoli – Bari grazie alla presenza dei caselli Nola – Baiano e con i treni e mezzi pubblici gestiti dalla circumvesuviana.
Nell’antichità il territorio di Abella si identificava con il territorio dell’attuale mandamento di Baiano e confinava con il territorio di Nola.
Nel V secolo a.C. le popolazioni sannitiche posero fine all’egemonia etrusca e in seguito alle guerre sannitiche, Nola, Nucera e Abella entrarono nell’alleanza romana. Nel periodo che intercorre tra il IV ed il I secolo a.C. le unità urbane che per dimensioni e influenza politica sul territorio erano di rilevante interesse sembrano essere le città di Avella e Nola.

Nel V secolo a.C. le popolazioni sannitiche posero fine all’egemonia etrusca e in seguito alle guerre sannitiche, Nola, Nucera e Abella entrarono nell’alleanza romana. Nel periodo che intercorre tra il IV ed il I secolo a.C. le unità urbane che per dimensioni e influenza politica sul territorio erano di rilevante interesse sembrano essere le città di Avella e Nola. I due centri determinarono e condizionarono lo sviluppo di questa fetta di territorio dell’Ager Campanus. L’originario insediamento di Abella romana si fa risalire al VI sec. a.C.

La città rivestiva una grande importanza commerciale a causa della posizione strategica sulla via che collegava, e collega ancora oggi la pianura campana con il Sannio Irpino.
Saccheggiata da Alarico nel 410 d.C. e successivamente da Genserico nel 455 d.C., cadde sotto il dominio dei Goti e fu Longobarda, sotto Singinolfo, nell’ambito del ducato di Benevento.
Da allora, Abella cessò di essere un centro cospicuo e importante, quale era sempre stato, per decadere al rango di oscuro villaggio. Parte della popolazione, infatti, abbandonò il troppo esposto centro urbano per rifugiarsi sui monti, intorno alla grotta di San Michele, e sulla collina del Castello, mentre altri nuclei si dispersero nella pianura. Assalita dai Saraceni nell’ 884 d.C. fu saccheggiata e sottomessa; infine, fu quasi completamente distrutta dagli Ungari nel X secolo d.C.
In seguito il territorio divenne feudo di molti: da Arnaldo il normanno (1075), fino ad Aspreno Colonna Doria del Carretto.
La ripresa della vita civile avvenne lentamente con il consolidarsi della potenza normanna, che si affermò con la cacciata dei longobardi; le popolazioni, ritornando al piano si sparsero dando luogo a diversi nuclei, infatti nel periodo medioevale, si assiste ad una struttura urbana non più compatta all’interno della murazione, ma suddivisa in quartieri, dei quali si riconosce: San Pietro, Madonna delle Grazie (Cortalupino), San Giovanni/Santa Candida, San Romano/Cortabucci.

L’assetto urbanistico del centro storico si presenta sull’impianto cinque-seicentesco, in particolare la zona più antica del comune e più vicina al Castello è separata dal resto dal torrente Clanio. Il centro storico riveste notevole interesse storico-artistico-ambientale per la presenza di elementi di rilievo che denotano l’evoluzione urbana nei secoli. Segue la galleria di notizie del patrimonio architettonico di Avella.

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