Presentazione

Al patrimonio archeologico, religioso e naturalistico già visitabile della città d’arte si è aggiunta l’area museale che conserva reperti archeologici e dispone di una realtà virtuale e aumentata. E’ stata messa in campo dalle istituzioni locali e provinciali una progettualità integrata di tutto il suo territorio puntando alla valorizzazione del suo patrimonio culturale. La sede è nel cuore pulsante della cittadina, presso il Palazzo Baronale “Alvarez de Toledo” inteso come sede del ”Palazzo delle Arti” ovvero il punto nevralgico di tutte le attività legate alla promozione e ricerca culturale, includendo la biblioteca , ai laboratori e i luoghi comuni per finalità culturale e del turismo. “MIA AVELLA”, il suo nome trasmette tutto lo slancio passionale. Il museo archeologico immersivo è un viaggio nel luogo e nel tempo

Esposizioni ed installazioni

MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Museo Archeologico   si compone di sale espositive, organizzate secondo un criterio cronologico e tematico. Sono esposti i reperti più significativi provenienti dai siti pre e protostorici della Valle del Clanis; i pannelli e i dispositivi didattici illustrano la geomorfologia del territorio avellano e la distribuzione delle emergenze archeologiche note nell’insediamento dell’antica. Il museo si compone di un’area dedicata alle necropoli di Abella; l’esposizione prevede una selezione dei corredi funerari rinvenuti nelle necropoli individuate nelle località S. Nazzaro e S. Paolino. E’ possibile, inoltre, vedere un eccezionale rinvenimento effettuato nell’area dell’attuale centro storico (via Mulini): un’epigrafe osca che ricorda la costruzione di edifici pubblici ad opera del magistrato Maio Vestirikio (fine II sec. a.C.). Sono presenti ulteriori due settori: nel primo è esposta un’eccezionale sepoltura di età arcaica che comprende una ricca esemplificazione delle produzioni ceramiche locali e delle ceramiche d’importazione dall’area etrusca e greca. Nel secondo settore sono esposti invece i materiali provenienti da due aree sacre extraurbane, individuate in località Seminario e in località Campochiaro. I rinvenimenti documentano, nel primo caso, l’esistenza di un culto legato alla sfera della fecondità (statuette di kourotrophoi) e della sanatio (ex-voto anatomici), nel secondo connotano il culto di divinità italiche tra le quali emerge la figura di Ercole.

MUSEO VIRTUALE

Il Museo Immersivo di Avella si snoda lungo un percorso articolato in 9 sale + sala educational in grado di offrire esperienze di immersione a 360° coinvolgenti nella storia di Avella, l’Abella romana passata sotto la protezione dell’Impero Romano nel 339 a.C. Ciò è reso possibile grazie alle nuove tecnologie messe in campo da ETT per valorizzare il patrimonio culturale del polo artistico restituendone aspetti finora rimast all’oscuro. L’inaugurazione del MIA costituisce, nello stesso tempo, il primo evento di portata storico culturale nazionale, oltrechè regionale e provinciale, nell’ambito del piano di valorizzazione territoriale denominato Sistema Irpinia, sviluppato da Almaviva, società italiana leader nell’innovazione digitale, e candidato lo scorso 26 maggio dal Presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi come buona prassi amministrativa al premio “EPSA European Public Sector Awards 2021 e al premio “P.A. sostenibile e resiliente 2021”. Grazie alle tecniche immersive, coniugate con una profonda conoscenza della storia del territorio, è stato possibile produrre per il pubblico la possibilità di immedesimarsi con eventi e protagonisti dalle diverse epoche, tematizzate in ciascuna delle 9 sale del percorso studiato per il visitatore. La sala 00 fornisce l’opportunità di venire a contatto con l’evoluzione topografica della città dalla preistoria alla contemporaneità  mentre la sala 0, presentando la storia di Avella per macro-epoche, è propedeutica alla visita vera e propria del Museo, che inizia propriamente con la Sala 1, Qui infatti vengono tematizzate le origini e i primi insediamenti ma è solo nella sala 2  che la Abella romana viene prototipata da una parete riportante il grafico del Decumano Maior e altre narrazioni illustrate con la tecnica del videomapping. La Sala 3 sviluppa il periodo medievale di Avella focalizzandosi sulla storia di San Michele Arcangelo e la grotta di San Michele, sede di un profondo culto micaelico. Sala 4, invece, è improntata alle vicende quattrocentesche della famiglia De Avella e della leggenda del principe persiano Cofrao e Bersiglia. L’intervallo ‘500-800, con l’avvicendarsi dei propietari del Palazzo Barinal, è il tema della sala 5, narrata dal vivo dalle voci, interpretate da attori, di Girolamo Colonna, Pietro Antonio Spinelli, Ottavio Cataneo, Carlo Doria e Livia Colonna. La narrazione prosegue (Sala 6) con l’800 narrato da attori in greenscreen, tecnica fotografica/cinematografica usata per sovrapporre due immagini o video differenti, visualizzati da monitor. A partire da questa Sala, naturalmente, la storia avellana si incrocia con quella italiana e europea tanto da coinvolgere i nobili del territorio come Josè Maria Alvarez de Toledo y Palafox Gonzaga e Ferdinando Alvarez de Toledo y Acuna, Camillo Benso conte di Cavour, Guglielmo Pepe, Matildo Serao, Papa Pio IX e Giovan Pietro Vieusseux . La Sala 7 costituisce l’ultimo miglio di un percorso che, grazie all’hib rappresentato da Avella, mette in connessione preistoria e giorni nostri. In quest’ultima tappa del percorso la tecnologia interviene quasi a dare un supporto al visitatore che si è cimentato con un viaggio nella storia di tale portata. Infatti la Realtà virtuale, la computer grafica e le riprese con drone VR a 360° restituiscono quattro momenti storici particolarmente significativi: la Necropoli di Avella con la ricostruzione in computer grafica di un rito funebre romano, lo scontro tra gladiatori all’interno dell’Anfiteatro di Avella, la vita del Castello con un affondo sul vissuto e la condizione femminile in epoca antica e, infine, il volo del drone, che ci riporta all’Avella di oggi, la Avella non solo storica ma anche turistica, catturata grazie alle riprese aeree a 360 gradi. I curatori del Museo hanno avuto un occhio particolare anche per i visitatori della generazione Z, ai quali sono dedicate nella Sala Education tre postazioni di apprendimento e gaming allo stesso tempo: attraverso la Near Field Communication (Tag NFC, comunicazione di prossimità a elevati livelli di interazione) i giovani possono rapportarsi con la figura dell’archeologo e ingaggiare un’attività basata sul concetto di gamification. Parallelamente, folklore, cibo e moda irpini possono essere conosciuti con l’utilizzo di una scrivania touchscreen, mentre i siti dei castelli riprodotti su schermi da 55 pollici raccontano le vicissitudini dei personaggi ospitati al loro interno. Riproduzioni 3D di reperti, infine, sono state posizionate in modo tale da auto-descriversi a livello sonoro se appoggiate sull’apparato sensoristico   di un tavolo, a vantaggio dei visitatori ipovedenti.