Avella, è tempo di asparagi, ecco cosa contengono

Grazie alle gradevoli temperature primaverili non troppo umide e alle colline rocciose, anche nella città archeologica, in particolare in località Castello, sarà possibile trovare e raccogliere gli asparagi (Asparagus officinalis). Questa pianta fu coltivata nell'antichità dai greci e dai romani, a questi ultimi piaceva così tanto da organizzare delle spedizioni navali per la raccolta verso le piantagioni presenti in alcune terre.  La pianta presenta dei frutti di colore rosso (bacche) che contengono dei semi neri, poi è dotata di rizomi da cui si originano i turioni che rappresentano la parte commestibile. Tra le componenti chimiche dell'asparago ritroviamo: asparagina, rutina, acido folico,calcio, fosforo,potassio, magnesio,manganese e vitamina A e B. L'asparago ha proprietà diuretiche,contrasta l'astenia,rinforza i capillari. L'odore tipico delle urina è dovuto alla presenza di zolfo in alcune componenti dell'asparago. Si trovano nel mondo tre tipologie di asparagi: bianco, violetto e verde a seconda se la parte commestibile, il turione, riesce a fuoriuscire dal terreno e quindi adattarsi al processo di fotosintesi. L'asparago viene consumato previa bollitura in Italia  saltato in padella con burro e parmigiano o con olio e uova per una gustosissima e nutriente frittata di asparagi. (Michele Amato)