Chiese e Centro Storico

Fra i beni architettonici di maggiore rilievo, la Chiesa di San Pietro, risalente al 1300,che nell'antichità fu cattedrale di Avella e sede del suo antico vescovato che comprendeva anche gli attuali comuni di Baiano,Mugnano del Cardinale,Sperone,Quadrelle  Sirignano e Roccarainola.La prima Citazione a noi nota è del 1300 (come risulta dal libro delle Decime ecclesiastiche). A tre navate,costruita sulle rovine di un palazzo gentilizio romano, nella zona dell'antico foro avellano. Si tratta di una costruzione in stile romanico con influenze arabo-normanne. La Chiesa com'è oggi risale al XVII secolo. Sull'ingresso è situato un bassorilievo marmoreo,risalente all'età imperiale,che proviene dal monumento sepolcrale di Lucio Sitrio Modesto. Una cappella annessa custodisce un bell'altare in marmo con colonne in porfido di colore verde antico e,alle spalle di questo,un sarcofago sul quale è incisa in esametri latini un appassionata e bella iscrizione  a Prenestrina,consorte di Veio,che testimonia la fede dell'autore nell'immortalità dell'anima. La Chiesa di Santa Marina Collegiata San Giovanni Battista, costruita nel ,costruita nel 1798 su una preesistente basilica paleocristiana che era stata fatta edificare da Papa Silverio,nel VI secolo d.c.Un documento del 1324 ricorda,infatti,il titolo della chiesa di S.Marina,che sorgeva ad ovest dell'attuale campanile. Nello stesso sito vi erano anche l'antica Collegiata e la Cappella dell'Immacolata. Successivamente queste furono abbattute perchè in pessimo stato e al loro posto venne edificata l'attuale costruzione. Di stile vanvitelliano, caratterizzata dal campanile isolato,con il particolare castello campanario orinigario in legno. A croce latina,ad una sola navata, fu abbellita da papa Onorio e da San Gregorio. Sull'altare maggiore i marmi policromi e il sarcofago del cardinale Bartolomeo D'avanzo. Nella sacrestia è custodita una tavola di Cristo che versa sangue e su cui si legge l'iscrizione"Detius Tramontos facebat" (1581). Custodisce alcune tele settecentesche di N.Malinconico e O.Fischetti. La torre campanaria, restaurata nell'800,presenta i resti di alcuni affreschi tardo-trecenteschi. Di notevole interesse sono le acquasantiere del 1501,probabili resti dell'antica basilica fondata da Papa San Silverio. Tra le altre chiese, degna di menzione è senz'altro la Chiesa di San Romano, che conserva una tavola su fondo dorato del XV secolo e un grado della Madonna di scuola leonardesca. Sulla destra della sua facciata è situato il campanile sorretto da un'arcata sotto cui passa la strada.  La Chiesa di Santa Candida che si trova nei pressi del fiume Clanio è in un'unica navata terminante con un'abside in cui si trova l'altare maggiore e sopra il tabernacolo campeggia la statua di Santa Candida. Ai lati della navata tre cappelle laterali dotate di altari marmorei costituiti da statue e da immagini in cui spicca il dipinto settecentesco raffigurante Santa Candita. La leggenda della Santa risalirebbe,invero,verso  gli anni 1780-1790.Si narra che una signora di nome Vetrano Maria  si accorse di aver subito un furto e si rivolse ad una maga fattucchiera , ma a quell'epoca il fatto di rivolgersi a loro era considerato un grave peccato. La donna confessò il gesto al parroco di Avella che non potette assolverla. L'assuluzione l'avrebbe ottenuta solo recandosi dal vescovo della diocesi di Nala. Il cardinale informato dei fatti le diede l'assoluzione ma come penitenza le impose di  costruire una Chiesa dedicandola ad una Santa, di cui per altro si avessero anche le reliquie. La donna si recò alle catacombe per scegliere le reliquie ed improvvisamente giunta vicino ad una lapide sentì un rumore strano, ritenendolo un segno miracoloso scelse proprio le spoglie di Candida Puella così come era scritto . Chi ha riportato questa leggenda  all'attuale direttore della Biblioteca di Avella prof. Nicola Montanile, è stato un pronipote  di questa signora Vetrano, il dott. Franco Guerriero che ha anche messo in evidenza un altro aspetto importante sulla storia della Chiesetta. Infatti egli dice che la sua famiglia tra il 1820 e il 1830 ha fatto costruire una cappella privata proprio dove oggi c'è la Chiesa  e quindi  che la leggenda potrebbe non essere vera, o lo è in parte visto che la cappella in quel posto ci è sempre stata e che quindi le spoglie della Santa furono portate dopo e non prima della sua costruzione.