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SABATO     

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DOMENICA   

ore 16.30 - 19.00 

 

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. Di seguito è disponibile  il programma  delle attività per le visite riservate  a gruppi numerosi (superiori a 10 persone) . E' possibile visitare la città in mezza o in intera giornata.

E' obbligatoria  la prenotazione almeno 3 giorni prima  

 

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LA STORIA DI AVELLA 

Città ricca di storia  denominata anticamente Abella, il primo agglomerato urbano si fa risalire a prima del VIII secolo A.C quindi prima della fondazione di Roma. Numerose sono le ipotesi circa l'origine e il significato del suo vecchio nome. Secondo alcuni deriverebbe da Aberula termine osco che significherebbe Città del Cinghiale ("aper" in latino) oppure da Abblona, città delle mele,toponimo indoeuropeo derivante da  "Apfer" o "Apple". Altri,ritengono che essa provenga da Abel,campo erboso,nella lingua di una popolazione anatolica di razza semitica che sarebbe capitata dalle nostre parti dopo la guerra di Troia. La stessa popolazione, successivamente, si sarebbe spinta in territorio irpino e vi avrebbe fondato "Abellinum", il primo nucleo dell'attuale Avellino. Si ritiene che i primi insediamenti umani possano risalire al paleolitico superiore (10.000 anni fa). Nel territorio avellano sono state rinvenute anche ricche necropoli dell'età del ferro. Probabilmente Avella fu una città greca d'origine calcidiese e quindi una colonia di Cuma, ma in un periodo successivo essa divenne città osca come la vicina Nola. Fu quindi, Calcidiese, Osca, Etrusca, Sannita e Romana. Nel 339 a.C. si pose sotto la protezione di Roma come Civitas foedetata. Fu, poi, municipio e,più tardi vi venne insediata una colonia da parte di Silla, dittatore Romano. Nel 87 a.C venne distrutta dai Sanniti, riacquistò una rinnovata importanza tra la fine del periodo repubblicano e l'inizio dell'età imperiale, fu menzionata da importanti autori classici,tra cui Virgilio che la cita nell'Eneide (v 740,VII libro),quando indica gli avellani <...et quos maliferae despectant moenia Abellae...> che tradotto significa  "quelli su cui dominano le mura della fruttifera o melifera Abella" fra coloro che si allearono con Turno,re dei Rutuli, contro Enea. PLinio la nomina per le nocciole "Nucae Abellanae" e pure Diocleziano la ricorda nel suo editto. 

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